REFLUSSO, GASTRITE E PROBLEMI DIGESTIVI: COSA MANGIARE?

Sono molti i disturbi che coinvolgono l’apparato digerente ed in particolare lo stomaco: dal semplice “gonfiore” si passa al reflusso gastroesofageo, alla gastrite fino ad arrivare all’ulcera gastrica o duodenale (nel primo tratto dell’intestino tenue) e nei casi più gravi anche a malattie tumorali.


Per la medicina tradizionale cinese, lo stomaco fa parte della loggia stomaco-milza -pancreas. Ha come stagione di riferimento la tarda estate, come sapore gradisce il dolce e moderatamente piccante, mentre è disturbato dal sapore acido e dall’eccesso di piccante, e come emozione la preoccupazione, i pensieri tormentati e l’indecisione.

Questo organo è infatti provvisto di un suo sistema nervoso enterico, indipendente dal sistema nervoso centrale e dotato anche di una struttura simile alla barriera ematoencefalica (struttura di protezione del tessuto cerebrale). Si parla di “cervello addominale”, che vive una vita emotiva propria ed entra in relazione e in scambio con il cervello della testa. Tutte le nostre emozioni quindi passano anche per la pancia, che per riflesso si fa sentire ed influenza le reazioni ed i pensieri del cervello.


La gastrite, secondo la nostra medicina ufficiale, viene definita come un’infiammazione dello stomaco; viene diagnosticata tramite gastroscopia con cui si possono osservare eventuali erosioni e lesioni della mucosa gastrica. Spesso è utile associare esami del sangue per valutare un’eventuale anemia (data dalle emorragie gastriche), esami delle feci per accertarsi che non vi siano tracce di sangue e/o il test per la presenza del batterio Helicobacter Pylori. La gastrite può essere acuta (per un breve periodo) o diventare cronica (permane per mesi o anni). Nella forma acuta si presenta soprattutto nei cambi di stagione.

Molte persone non presentano alcun sintomo, nonostante siano presenti le lesioni gastriche; altri invece presentano gonfiori sia associati ai pasti che lontano, perdita di appetito, nausea, vomito, dolori alla parte alta dell’addome e, se nello stomaco ci sono sanguinamenti, si possono avere feci molto scure.

Le cause possono essere tra le più diverse: farmaci (aspirina, antiinfiammatori non steroidei – FANS), droghe come la cocaina, abuso cronico di alcol, infezione da parte del battere Helicobacter Pylori, malattie autoimmuni, reflusso di bile nello stomaco, ingestione di cibi o bevande corrosive (es. bevande gassate e zuccherate),infezioni virali (soprattutto in soggetti immunodepressi), insufficienza renale ecc. ma anche traumi emotivi che comportano stress molto forte.

La gastrite viene generalmente trattata con antiacidi (soprattutto gastriti causate da Helicobacter Pylori) che tamponano l’acidità prodotta o inibitori di pompa protonica (es. omeoprazolo) che inibiscono la produzione di acido cloridrico nello stomaco. Nonostante gli inibitori di pompa protonica siano venduti senza necessità di ricetta medica, promossi insomma a farmaci da banco (e questo la dice lunga sulla diffusione di questo fenomeno), sembrano essere correlati con l’aumento del rischio di fratture per ridotto assorbimento del calcio.


H.Pylori è un batterio che colonizza la mucosa dello stomaco e, se in eccesso, ne può provocare l’infiammazione cronica. L’infezione da H.Pylori è altamente associata ad altre malattie gastrointestinali come ulcere gastro-duodenali, atrofia della mucosa, fino a malattie degenerative più gravi, e il decorso clinico è ampiamente variabile ed è influenzato da fattori del batterio e dell’ospite.

La prassi usata in caso di proliferazione dell’H.Pylori è quella di sottoporre a terapia antibiotica. Ma questa prassi non è condivisa da tutta la comunità scientifica perché l’H.Pylori svolge anche ruoli utili come la regolazione della produzione di acido cloridrico nello stomaco e la sua assenza sembra anche avere una correlazione con l’insorgenza dell’obesità. Per questo motivo recentemente è cresciuto l’interesse per l’uso dei probiotici (fermenti lattici) quale possibile protezione dall’H.Pylori perché riportano in una situazione di equilibrio la flora batterica dello stomaco. Sono stati individuati diversi ceppi di batteri probiotici che hanno diverse proprietà tra cui: riduzione della colonizzazione dell’H.Pylori, riduzione dell’infiammazione della mucosa gastrica, riduzione della produzione di poliammine (che stimolano la proliferazione cellulare), inibizione della crescita di H. Pylori, miglioramento della sintomatologia dispeptica.

Altre sostanze che sembrano avere un ruolo protettivo nei confronti di quest’infezione sono: vitamine (A, C, E), β-carotene, selenio e flavonoidi contenuti in mele, mirtilli, cipolle, vino rosso, tè verde e nero.


La correlazione tra gastrite e dieta è nota fin dall’antichità: “nella Roma del i secolo A.C. Aurelio Cornelio Celso consigliava agli ulcerosi di limitare l’apporto di alimenti nel singolo pasto, di privilegiare i farinacei ed i cibi leggeri e di eliminare tutto ciò che fosse acidulo”.

Di norma la dieta per la gastrite prevede l’eliminazione o la riduzione di questi alimenti: grassi (tranne gli acidi grassi essenziali, come quelli contenuti nel pesce e nei semi oleosi, e nell’olio EVO che hanno invece un ruolo preventivo), cioccolato, spezie soprattutto il pepe, bevande gassate e quelle contenenti caffeina, alcolici, latte vaccino, che nell’immediato riduce l’acidità aumentandola dopo qualche ora, e in generale tutti gli alimenti acidi o che producono molta acidità come carni e alimenti troppo proteici che richiedono molto acido cloridrico per essere digeriti. Anche il fumo (attivo e passivo) ha un’azione irritante diretta sulla mucosa gastrica; i grassi distendono la parete gastrica e ne rallentano lo svuotamento, per cui è ragionevole dedurre che questi peggiorino i sintomi e in particolare il reflusso.

Altri studi suggeriscono che i cibi salati, la carne rossa e il ferro-eme (cioè quello presente nella carne), siano associati ad un aumentato rischio di problemi gastrici ed in particolare di cancro.

Studi epidemiologici hanno incluso anche altre cause di aumento del rischio, come l’occupazione, la storia familiare, lo stile di vita (fumare, bere alcolici, attività fisica), stato socio-economico.

Frutta e verdure svolgono un ruolo protettivo nella prevenzione della gastrite e di tutte le problematiche legate allo stomaco. Il loro ruolo protettivo è esaltato soprattutto se mangiate prima o lontane dai pasti per evitare le fastidiose fermentazioni a cui possono andare incontro se mangiate dopo altre pietanze.


Ci sono invece abitudini che favoriscono le fermentazioni nello stomaco e l’aumento di acidità con conseguente peggioramento anche del reflusso gastroesofageo. Tra queste una delle più subdole è il consumo di zucchero in qualsiasi momento della giornata, anche piccole quantità presenti in fette biscottate e marmellata o nel caffè. Questo consumo, seppur di piccole quantità crea una base fermentativa nello stomaco che verrà poi evidenziata dal consumo di alimenti ricchi di fibre; ecco così che mangiano una mela fuori pasto o un po’ di lattuga o ancor peggio legumi ed orzo, si scatena l’inferno ed i malcapitati alimenti, che hanno solo messo in evidenza un problema creato dallo zucchero, vengono eliminati dalla dieta.

Altro errore spesso fatale e che ci costringe all’assunzione di farmaci antiacidi, è il consumo di proteine animali durante la cena. La digestione delle proteine animali richiama nello stomaco molto acido cloridrico soprattutto quando consumiamo carne e pesce, ma anche uova e formaggio ne hanno bisogno. Se dopo questo pasto andiamo a coricarci, anche a distanza di qualche ora, l’acidità dello stomaco tenderà a ristagnare e risalire lungo l’esofago favorendo tutti i sintomi legati al reflusso (tosse e gola secca soprattutto al risveglio, senso di pesantezza retro-sternale, ecc.).

Evitate bevande troppo fredde, nei paesi caldi non si sognerebbero mai di bere acqua gelata o aggiungere ghiaccio alle bevande, perché questo può causare uno shock allo stomaco con ripercussioni che possono essere gravi sul pancreas, fino a causare la morte.

In molti studi si è anche evidenziato che in pazienti affetti da ulcera gastrica sono presenti pochi antiossidanti rispetto ai pazienti sani, questo significa che il quadro è peggiorato dalla scarsa assunzione di frutta e verdura.

Per tutelare lo stomaco dall’eccesso di acidità vi sono alcune buone pratiche che si possono seguire: aprite tutti i pasti con delle verdure crude, soprattutto carote e finocchi, evitando i pomodori soprattutto nella stagione invernale, cenare con piatti a base di cereali come riso integrale, miglio, orzo ecc. aggiungendo, se ben tollerati, un po’ di legumi. Evitare le spezie piccanti, soprattutto il pepe, se lo stomaco è già irritato. Fate invece uso di curcuma che ha un’azione antinfiammatoria e di melissa.

Evitate i fritti, soprattutto soffritti con olio, e se potete, l’olio cotto in generale.

Ricordatevi di respirare! Lo stomaco, come tutti gli organi interni, hanno bisogno del massaggio eseguito dalla respirazione profonda per funzionare in modo corretto e per non favorire il ristagno di acidità e di gas. Anche il movimento, le passeggiate o l’attività fisica leggera aiutano la digestione, mentre l’attività intensa la contrasta.


Semplici rimedi

Calendula: tisana dalle proprietà emollienti e lenitive (è protettiva delle mucose e calma l’infiammazione e il fastidio); è utile per ulcere e gastrite.

Camomilla fiori: ha proprietà antiinfiammatorie ed è indicata contro l’acidità; nella preparazione della bevanda, è importante una lunga infusione, di almeno 15minuti.

Canarino: la buccia di un limone ben lavato va sfogliata con un pelapatate senza arrivare alla parte bianca; si può far bollire l’acqua e versarla nella tazza che contiene la scorza e lasciare in infusione per 10 minuti, oppure si può far bollire l’acqua insieme alla scorza di limone. Un’altra versione prevede l’aggiunta anche di una foglia di alloro.

Centrifugato di carota, patata, cavolo cappuccio: la carota è ricca di pectine dalle proprietà emollienti, il succo di patata cruda agisce efficacemente contro il bruciore, crea un film protettivo sulle pareti dello stomaco e ha azione antiulcera e il cavolo cappuccio ha azione emolliente e cicatrizzante (quindi utile anche in caso di ulcera).


il nostro comune fico): il gemmoderivato ha potere antiinfiammatorio, molto indicato in caso di iperacidità, ma anche in caso di gastrite o ulcera gastrica e/o duodenale

Liquirizia: in tisana o estratto secco ha proprietà antiulcera ed emolliente. Attenzione solamente in caso di ipertensione.

Malva ed Altea: anch’esse emollienti per il loro elevato contenuto di mucillagini, fibre solubili che in acqua formano un gel che crea uno strato protettivo sulle mucose.

Melissa: in infuso o in tintura, viene utilizzata per dare sollievo nei disturbi del tratto gastrointestinale, in particolare se di origine nervosa. Ha proprietà rilassanti, ed è quindi indicata per chi somatizza ansia e stress a livello gastrointestinale.

Riso: i chicchi di riso asciugano rapidamente lo stomaco, saziando e riducendo acidità e bruciore. Attenzione a non utilizzare riso sbiancato e trattato, quindi scegliere sempre un riso semintegrale o integrale biologico.

Zenzero: utilizzato sia fresco che in tisana aiuta la digestione; ha inoltre proprietà antinausea ed elimina i gas intestinali.


Dott.ssa Laura Mazza

Biologa Nutrizionista

www.lauramazza.com

laura.mazza87@gmail.com

+393408686970

0 visualizzazioni

Studio Lodi, via Luigi Cingia 8

Studio Crema, via XX Settembre 24

 

Mobile. 340 86 86 970

laura.mazza87@gmail.com

Facebook - dott.ssa laura mazza

Instagram laura mazza benessere

  • Facebook - cerchio grigio

© 2018 Laura Mazza